TUMORE ED EMOZIONI - L'importanza di comunicare i propri stati d'animo

Ieri ho partecipato al convegno dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna incentrato sull'integrazione tra il trattamento psicologico e farmacologico.

 

Tra i vari interventi interessanti, mi focalizzo oggi su alcuni spunti di riflessione che ha fornito la dott.ssa Silvia Varani, psicoterapeuta della Fondazione ANT. In particolare, ci ha mostrato il sito internet www.cancer.net dove vengono forniti utili consigli per le persone che soffrono di patologia neoplastica.

L’intervento della Dott.ssa Varani mi ha risvegliato l’interesse per questo argomento, che avevo avuto modo di approfondire grazie al Corso “Psicologia Oncologica e Cardiologica secondo il medollo Mente e Corpo”, a cura del prof. Gioacchino Pagliaro presso l’Ospedale Bellaria di Bologna.

 

In questo articolo riporto quindi solo alcune indicazioni e riflessioni di questo vasto argomento, con l’intento di sottolineare l’importanza della comunicazione e dell’espressione delle emozioni durante tutte le fasi della malattia.

 

 

PREMESSA

La patologia neoplastica può avere profonde ripercussioni sulla sfera psicologica, affettiva, familiare, sociale e sessuale sia del paziente che dei suoi familiari. Infatti l’organizzazione di vita della persona e dei suoi famigliari subisce dei cambiamenti nei ritmi e nei ruoli. Quindi il malato e la sua famiglia si ritrovano catapultati nei ritmi ospedalieri, tra una visita e l’altra, tra una terapia e l’altra.

 

Viene riportato dalla letteratura psico-oncologica che il 25-30% delle persone colpite da cancro presenta un quadro di sofferenza psicologica, caratterizzata in particolare dalla presenza di ansia, depressione e da difficoltà di adattamento, che influenza negativamente la qualità di vita, l’aderenza ai trattamenti medici e la percezione degli effetti collaterali, la relazione medico paziente, i tempi di degenza, di recupero e di riabilitazione. Tale sofferenza può cronicizzare se non identificata e quindi trattata (Piano Oncologico Nazionale, 2010-2012).Considerata la complessità della malattia oncologica, si rende necessario una presa in carico multi-disciplinare che ponga come centro della cura la persona nella sua totalità (Leis et al, 2008). L’approccio integrato e l’umanizzazione delle cure sono infatti i principi cardine su cui si basa il Piano Nazionale Oncologico e dove trova ampio spazio il ruolo dello psicologo nel supporto al paziente, ai familiari, nonché all’équipe curante.

 

Dopo questa breve premessa sull’impatto psicologico della malattia oncologica, vi riporto alcune indicazioni pratiche tratte dal sopra-citato sito internet www.cancer.net. Sono indicazioni generiche che naturalmente non rispondono ai bisogni specifici delle singole persone con malattia oncologica, ma spero possiate trovare qualcosa di utile.

 

IMMAGINE DI Sè E TUMORE:

Abbiamo visto come il tumore implichi profondi vissuti emotivi (tristezza, paura, senso di colpa, frustrazione, rabbia, eccetera), ma al contempo non sono da sottovalutare i cambiamenti e gli stress fisici che il corpo della persona deve affrontare. Questi ultimi (tra i quali: perdita di capelli, cicatrici, variazioni di peso, rossori cutanei, protesi, spossatezza, stomatiti, alterazioni del gusto e dell’olfatto, disfunzioni sessuali) possono influenzare negativamente il modo che la persona ha di percepire sè stessa, minando potenzialmente l’autostima.

Alla luce delle suddette modificazioni, la persona può sentirsi smarrita e può essere utile ricevere ascolto da medici, psicologi, personale sanitario e famigliari. In alcune strutture ospedaliere, sono previsti dei percorsi di sostegno psicologico di gruppo e si è visto come la possibilità di condividere queste emozioni con persone che si trovano in situazioni simili possa essere di grande supporto.

Nei limiti del possibile, è altresì opportuno che la persona cerchi di non isolarsi e di non perdere i suoi hobby e svaghi sociali.

Inoltre può essere utile valorizzare la propria immagine indossando abiti che facciano sentire a proprio agio, comprando eventualmente una parrucca e truccandosi il viso. Può sembrare futile, invece per alcune persone è importante, in quanto era importante anche prima dell’insorgenza della malattia. Ciò che sto tentando di dire è che nonostante lo tsunami in cui si viene travolti a causa della malattia, bisogna provare a non perdere la propria identità e le proprie abitudini.

Non è facile accettare i cambiamenti che il corpo è costretto a subire, ma con l’aiuto della psicoterapia si può cercare di focalizzarsi sulla propria forza e sulle proprie risorse piuttosto che sulle difficoltà.

 

 

GESTIONE DELLO STRESS:

Queste strategie di gestione dello stress possono aiutare la persona con malattia oncologica ad affrontare le difficoltà quotidiane e percepire uno stato di maggiore rilassamento. Alcune di queste indicazioni, specialmente le tecniche di rilassamento, si sono rivelate molto utili nella gestione del Dolore.

Tali indicazioni ovviamente non sono sempre adatte in tutti gli stadi della malattia.

  • Mangia bene e dedica del tempo all’esercizio fisico

  • Cerca di riposare bene

  • Non dimenticare di fare le cose che ti piacciono

  • Parla di come ti senti, delle tue emozioni e sensazioni, ad amici e parenti

  • Chiedi aiuto pratico per gli impegni domestici che non riesci più a gestire perchè sei impegnato nell’iter di cura

  • Se non hai capito alcune indicazioni dei medici, se hai paura degli effetti collaterali delle terapie, se necessiti di ulteriori informazioni sulla malattia, è importante parlarne con il personale sanitario

  • Se ti trovi per un periodo di tempo da solo in ospedale e la noia o lo stress o l’ansia prendono il sopravvento prova a scrivere su un quaderno tutto ciò che ti passa per la testa

  • Pratica tecniche di rilassamento.

     

    • Respirazione profonda: concentrati sul respiro. Prendi lentamente l’aria dal naso gonfiando la pancia come se fosse un palloncino e dolcemente espira sgonfiando la pancia e lasciando uscire tutta l’aria. Esegui questa respirazione da seduto e dopo 3-4 respirazioni ricordati di non alzarti improvvisamente perchè potrebbe girarti la testa. Mentre respiri cerca di portare tutta la tua attenzione sull’azione del respirare. Se la mente si distrae, lascia andare i pensieri senza giudizio e torna sul respiro.

    • Rilassamento Muscolare Progressivo: consiste nel tenere i vari distretti corporei in tensione per  pochi secondi e poi rilasciare completamente. Sarebbe opportuno imparare questa tecnica con un professionista che possa accompagnarti per tutta la durata dell’esercizio. Una volta sperimentata questa tecnica in psicoterapia, potrai applicarla autonomamente.

    • Meditazione.

    • Visualizzazioni guidate. Se non sei inserito in un gruppo di psicoterapia o non hai intrapreso una psicoterapia individuale, potresti provare a cercare su youtube alcuni video che con una voce guida e una musica di sottofondo che ti accompagnino nella visualizzazione. Qualora emergano sensazioni sgradevoli o emozioni forti, è opportuno che tu ti rivolga ad uno psicoterapeuta per parlarne.

    • Yoga.

 

In conclusione, bisogna ricordare che dopo la diagnosi di malattia è normale sentire emozioni molto forti, quali vergogna, senso di ingiustizia, paura, invidia, rabbia, impotenza. Sono emozioni legittime e che meritano uno spazio di parola.

Esprimere, comunicare e gestire le proprie emozioni è di fondamentale importanza in tutte le diverse fasi della malattia oncologica. Si è visto ad esempio che riducendo l’ansia, la persona percepisce meno dolore fisico ed è quindi maggiormente in grado di affrontare le terapie.

 

Infine vi lascio una foto di una pagina del libro "L'imperatore del male" di S. Mukherjee:

 

 

 

Spero di essere riuscita nell’intento di riassumere e al contempo non banalizzare un tema così importante e multi-sfaccettato.

Grazie per aver letto l’articolo.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA E SITI INTERNET:

  • Leis A.M., Weeks L.C., Verhoef M.J., 2008. Principles to guide integrative oncology and the development of an evidence base. Current Oncology, vol.15, p.83-87.

  • S. Mukherjee, 2011. L'imperatore del male. Una biografia del cancro. Editore: Neri Pozza.

  • SIPO, 1998. Standard, opzioni e raccomandazioni per una buona pratica della psiconcologia. SIPO

  • www.cancer.net

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Dott.ssa Ilenia Brizzi, Bologna

P. IVA 03410041200

Psicologa Psicoterapeuta

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